La nostra storia

Alla ricerca del tempo perduto e della bellezza

Augusta Bargilli in vigna, con il magnum dipinto con la Madonna

Tornare alla terra è stato il mio ritorno dentro di me.

Augusta
Lo stemma dei Bargilli dipinto: un elmo con corona e stella, tre stelle sull’azzurro, una fascia rossa e una ruota
Lo stemma di famiglia
Una fotografia in bianco e nero di Maria Teresa, la madre di Augusta, da giovane, seduta su un muretto in un abito a fiori
Mia madre, Maria Teresa

Toscana, Ottocento

La terra dove sono nata

Sono nata a Collemezzano, vicino a Cecina, in Toscana. La mia è un’antica famiglia nobile toscana, che in origine si chiamava Bargigli. A metà dell’Ottocento il mio bisnonno acquistò una tenuta in Maremma: vigne, ulivi, vino e bestiame.

Quella fattoria è andata perduta. Il mio vino comincia da lì: dal desiderio di ritrovare la terra della mia famiglia. Nello stemma c’è una ruota, la stessa che oggi gira intorno alle mie iniziali.

Il vino è diventato la chiave della mia riconciliazione.

Una fotografia istantanea di Augusta Bargilli tra le cassette d’uva rossa, con gli ulivi sullo sfondo
La vendemmia
Una fotografia in bianco e nero della madre di Augusta, Maria Teresa, da giovane, sorridente in una poltrona sospesa di vimini
Maria Teresa

Collemezzano

Tornare alla terra

Ho studiato arte. Prima del vino ci sono stati il teatro, il cinema, la pittura; nel 1997 sono stata finalista a Miss Italia.

A venticinque anni aspettavo una bambina, e ho scelto di crescerla da sola: mia figlia, Aloisa. Poi mia madre, Maria Teresa, si è ammalata gravemente. Sono tornata a Collemezzano, alle sue vigne abbandonate, e nel 2016 ho ripreso a fare vino.

Avevo scelto di affrontare la maternità come un atto di libertà e di fede.

Augusta Bargilli inginocchiata in vigna con il cappello di paglia, un calice di rosso in mano, accanto al suo cane
In vigna
Due mani tengono frammenti di marna e arenaria, sopra la roccia della vigna
La ponca

Prepotto, Colli Orientali del Friuli

Il Friuli

Nel 2018 ho conosciuto Pierpaolo Sirch, che è diventato il mio compagno di vita e di lavoro. Mi sono trasferita nella sua terra, l’antico Forum Iulii, oggi Friuli: i Colli Orientali, a Prepotto, al confine con la Slovenia. Nel 2019 è nata l’azienda: un progetto personale, che condivido con Pierpaolo e con mia figlia, Aloisa.

Pierpaolo è agronomo, viene da una famiglia di vignaioli friulani ed è responsabile della produzione di Feudi di San Gregorio, in Irpinia. Dal 1998, con Marco Simonit, suo amico d’infanzia, riporta nelle vigne il mestiere del potatore: insieme hanno fondato Simonit&Sirch, Preparatori d’Uva, che oggi lavora con cantine di tutti i continenti. Il loro metodo lascia che la vite si ramifichi con gli anni, rispetta il flusso della linfa e taglia poco, sul legno giovane.

Sono quattro ettari in collina, sulla ponca, il flysch di marne e arenarie. Prediligo le vigne vecchie: alcune hanno ottant’anni. Si potano d’inverno, secondo il metodo di Pierpaolo e Marco.

La vigna è una scuola di umiltà, di gesti sacri e ripetuti, di fiducia nel tempo.

  • Un grappolo d’uva bianca sulla vite, controluce nel sole basso
    Sulla vite
  • Il tronco contorto di una vite vecchia nella luce della sera, sotto le sue foglie
    Le viti vecchie
  • Augusta Bargilli accovacciata su un sentiero nel bosco con una bottiglia, accanto al suo cane
    Nel bosco
Una mano rossa di mosto, alzata sopra un tino in cantina
Le mani nel mosto
Augusta Bargilli e la figlia Aloisa al loro stand al Vinitaly: Aloisa in blazer nero tiene una bottiglia, Augusta, con il cappello di paglia, si appoggia al banco
Con Aloisa al Vinitaly

In cantina

Il vino

Le uve si raccolgono a mano, in cassetta. In cantina cerco di intervenire «in sottrazione», come l’artista su un blocco di marmo: pigio con i piedi, follo a mano, uso quando posso il torchio tradizionale. I bianchi fermentano in anfora e barrique.

Ogni vino porta qualcosa della mia famiglia. Il Balo porta il nome di mia figlia, Aloisa; il Friulano «A mamma» è dedicato a mia madre.

Faccio tutto da sola … chi beve il mio vino beve me.

  • Cassette rosse piene di grappoli neri appena raccolti, in vigna
    In cassetta
  • Il vecchio torchio di legno, le doghe piene di vinacce pressate
    Il torchio
  • Un’anfora di terracotta in cantina, la bocca coperta da un panno rosso, sotto un’unica luce
    In anfora
Una bottiglia dipinta a mano con una figura in gonna verde e la scritta «Cinque secondi di Paolo Virzì», al buio
Una bottiglia dipinta per il film

Cinema, 2025

Cinque secondi

Nel 2025 è uscito Cinque secondi, il film di Paolo Virzì. Matilde, la giovane donna che riporta in vita una vigna abbandonata, è ispirata a me, e mia figlia Aloisa interpreta Valentina.

Anche la mia vita è stata un’anatomia di cinque secondi.

Il film

Nelle guide

Gambero RossoVini d'Italiaedizione per edizione

2027
2026
2025
2024

Sulla stampa

Augusta Bargilli al suo stand in fiera, con il cappello di paglia e un calice di bianco, sotto l’insegna con il suo nome
In fiera

Dicono dei vini

Kompakte Nase mit Noten nach frischem Feigenblatt, Sesam und reifer Birne. Cremig und rund am Gaumen …

Naso compatto, con note di foglia di fico fresca, sesamo e pera matura. Cremoso e rotondo al palato …

Falstaff“A mamma” 2023

Al sorso è verticale con personalità. Tannini fini.

Culture & TerroirRefosco 2019

Il sorso è armonico, di grande persistenza …

fancy MagazineCûr Blanc 2019

Hanno scritto

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  2. Vitae (AIS)Augusta Bargilli, come il ritorno alla vigna diventa il perno di un film e di una nuova vita da produttrice
  3. GiuColVino“Cinque secondi” di Paolo Virzì
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  5. il Nord EstMatilde, la ragazzina che non molla mai: «Ho ispirato io il personaggio di Virzì»
  6. Il TirrenoCecina, la vigna e la rinascita: la storia di Augusta che ha ispirato Virzì in “Cinque secondi”
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  8. Culture & TerroirI Colli orientali del Friuli, secondo Augusta Bargilli
  9. fancy MagazineAugusta Bargilli CÛR BLANC Friuli Colli Orientali 2019
I vini